Labanti Luigi

Con i suoi 68 anni da compiere di lì a poco, Luigi Labanti era il più anziano tra i cinque componenti del gruppo di partigiani modenesi che fu fucilato a Bologna il 3/4 luglio 1944. Nacque infatti il 5 luglio 1876 a Zocca (in provincia di Modena), da  Giustiniano e Boni Clementa, in una famiglia di estrazione popolare. Aveva frequentato la scuola fino alla 5ª elementare e aveva fatto l’operaio e il bracciante.

Pur essendo di nascita modenese, risiedeva ormai da tempo in provincia di Bologna, a Larvato di Vergato. Inquadrato nella brigata “Selvino Folloni” della Divisione Modena Montagna, col nome di battaglia “Luigi”, fu riconosciuto ‘partigiano’ dalla Commissione regionale riconoscimento qualifica partigiani Emilia-Romagna dal primo maggio 1944 al 3-7-44, allorché venne fucilato.

Era stato catturato a Grizzana il 10 giugno 1944 e portato in carcere a Pavullo, poi era stato trasferito con gli altri quattro partigiani modenesi (Cesare Palmini, Giuseppe Balocchi, Danilo Barca e Paolo Bononcini) a Bologna, dove il 20 giugno fu consegnato a San Giovanni in Monte, registrato con matricola n.°11077, per ordine della «Polizia segreta tedesca di Pavullo», scortato dalla «Gendarmeria tedesca». Come gli altri, inizialmente trattenuto sotto l’autorità del tribunale militare tedesco della Militärkommandantur 1012, passò alla Sipo-SD il 30 giugno. Il 3 luglio 1944 venne “rilasciato” per essere consegnato alle SS insieme ai quattro compagni di detenzione e portato in via Agucchi, dove fu fucilato al Poligono insieme a loro.

Labanti Luigi
Tomba di Labanti alla Certosa, secondo posto nella seconda fila dall’alto

 

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