memorie resistenti

Presentazione

Questo sito raccoglie alcuni lavori di ricerca storica, iniziati coi miei studenti in Istituti superiori di Bologna e provincia, riveduti, corretti e ampliati da me sia durante il lavoro in classe sia successivamente. Ogni lavoro si presenta come un’opera aperta, ancora soggetta ad integrazioni, revisioni, correzioni.
Come evidenzia la barra superiore della home page, le ricerche pubblicate fin qui sono due: una dedicata alle vittime della repressione nazi-fascista, che trovarono la morte per fucilazione al Poligono di tiro di Bologna tra il ’43 e il ‘45, l’altra agli Ebrei che, mentre erano in vigore le leggi razziali fasciste, risiedettero a Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna, o che a Casalecchio furono costretti al domicilio coatto almeno per il tempo necessario a registrarne il passaggio. Una terza, ancora in fase di stesura e completamento di raccolta dati, è dedicata alla figura di Pietro Jussi, alla sua morte e a discutere il legame tra la sua morte e il rastrellamento fascista effettuato a Minerbio nel giugno del 1944.
Ognuna di queste ricerche storiche è nata all’interno di un progetto che ha avuto impulso, paternariati, collaborazioni e contributi diversi e simili, che di volta in volta compaiono nelle pagine che anticipano i lavori veri e propri, a cui è affidato il compito di ricostruire la genesi delle ricerche e le varie fasi della loro realizzazione.

La denominazione del sito

Una parte notevole del materiale qui pubblicato (per intenderci il nucleo originario relativo ai fucilati al Poligono di tiro di Bologna) proviene da un sito, “Staffette della memoria”, nato all’Istituto Tecnico “Rosa Luxemburg” di Bologna, che fu realizzato per raccogliere tutto quanto prodotto dagli studenti coi loro docenti a proposito di Resistenza e Shoah, compresi diari di viaggi di istruzione ai campi di concentramento nazi-fascisti. Un sito che ha raccolto nel tempo i contributi, l’interesse e l’attenzione di tanti, docenti, studenti, genitori, persone legate alla scuola ed esterne alla scuola, che oggi purtroppo per inconvenienti tecnici non è più accessibile in rete.

Questo spazio web è nato proprio dall’esigenza di rimettere a disposizione degli interessati almeno una parte di quel materiale perduto, per quanto profondamente trasformato sia nella redazione, sia nella documentazione, sia nella logica di fondo.

Di questo rende conto la nuova denominazione del sito, cioè “Memorie Resistenti” : ‘memorie’, perché lo zoccolo duro del materiale qui riproposto parte dalla raccolta di dati desunti dal ricordo di protagonisti e testimoni delle vicende e dei fatti a loro relativi e dai documenti che l’hanno conservato; ‘resistenti’, perché l’epoca di riferimento è innanzitutto quella del periodo della storia italiana che siamo abituati a chiamare Resistenza, cioè il periodo compreso tra il  ’43 ed il ’45, inteso come momento fondante della nuova Italia Repubblicana, sorta dalla Resistenza insieme alla sua Costituzione, elaborata tra il ’46 e il ’47 ed entrata in vigore il 1°gennaio 1948.

Ma la denominazione di “Memorie resistenti” vuol anche sottolineare l’aspirazione a realizzare lavori di ricerca che, pur partendo da memorie individuali, parziali e/o partigiane, possano ambire a qualificarsi come ‘storia’, perché vagliati e suffragati da una documentazione d’appoggio e da una presentazione problematica e critica, che in qualche modo le affranchi da una prospettiva riduttivamente soggettiva e/o di parte.

Monica Bergamaschi

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