Gli altri attentati.

Intorno al 15 dicembre si ebbero infatti altri due attacchi a luoghi frequentati o di pertinenza dell’esercito tedesco (uno dei quali fu il bordello di lusso, situato in via San Marcellino, in pieno centro a Bologna, di cui erano clienti abituali molti ufficiali nazisti -secondo la testimonianza di Umberto Rubbi, in La Resistenza a Bologna, vol. 5, pag. 853 ), che determinarono altri provvedimenti punitivi delle forze d’occupazione germaniche nei confronti della città, colpita -diciamo così- per la sua inaffidabilità : furono stabilite la revisione degli orari del coprifuoco, resi più restrittivi e protratti dalle ore 20 alle ore 6, inoltre l’applicazione di una multa salatissima di £. 500.000, che il Comune di Bologna dovette versare come risarcimento alle truppe germaniche. “Provvedimenti espiativi”, furono chiamati dalla Militarkommandantur queste punizioni, che in mancanza di colpevoli certi individuati, furono semplicemente spalmati su tutta la popolazione, chiamata in causa tutta quanta dalla Bekanntmachung diffusa dal Comando germanico, che iniziava così : “In considerazione del comportamento della popolazione della città di Bologna ecc, ecc.”. Provvedimenti che -come si può ben capire- resero le forze d’occupazione naziste ancora più odiose ai bolognesi, e che –stante la psicologia degli italiani, che i tedeschi non mostrarono mai di comprendere a fondo- si rivelarono per lo più controproducenti.

gli altri attentati
“Carlino” del 21-12-‘43

 

gli altri attentati

 

Gli altri attentati.
“Avvenire” del 17 dicembre ’43.

 

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