Due sacerdoti tra le vittime della rappresaglia.

La prima fucilazione per rappresaglia di detenuti prelevati dal carcere cittadino di cui si fornì solo un’informazione parziale, tacendo i nomi delle vittime (ben conosciuti, perché immatricolati), fu quella del 20 settembre 1944. Le ragioni di questo silenzio oggi appaiono evidenti, quando si scorra l’elenco dei nomi dei fucilati: due di loro erano sacerdoti.

Il 20 settembre del ’44 fu infatti la prima volta che ad essere colpiti dalla pena capitale nella nostra provincia, vittime di rappresaglia, furono due membri del clero e ciò non poté avvenire senza che la decisione fosse stata ponderata nelle implicazioni e nelle conseguenze da parte delle autorità italiane e germaniche, non necessariamente con le stesse valutazioni. Chi decise ed effettuò l’esecuzione furono comunque le autorità tedesche e dobbiamo supporre per forza che nel comprendere tra le vittime anche degli ecclesiastici, ci fosse la volontà di dare un “segnale” forte alla Chiesa, locale o nazionale, si tratterebbe di discutere.

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