20 settembre 1944, altra rappresaglia al Poligono.

Abbiamo visto nei capitoli precedenti come tra luglio e agosto fossero diventate ormai abituali le esecuzioni sul posto di “terroristi” colti in flagranza di reato e le uccisioni per strada, nei luoghi della quotidianità, trasportando la ferocia della guerra fin sotto casa e abituando tutta la società civile a spettacoli, la cui efferatezza finì per entrare nel vissuto di ciascuno, uomo, donna, bambino.

20 settembre 1944, altra rappresaglia al Poligono

20 settembre 1944, altra rappresaglia al Poligono
Bambino con fucile in Piazza Maggiore. Di lato uccisione di Casoni in via Begatto. Fondo D’Aiutolo-Ist. Parri.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rastrellamento e rappresaglia furono le parole-chiave dell’occupazione nazista e del collaborazionismo fascista. Peraltro i bombardamenti degli alleati con tutto il contorno di macerie, distruzioni, sangue e feriti, morti domestiche, strazio di dolore familiare e cittadino divennero il panorama usuale, nel quale ci si abituò ad inscrivere giorno per giorno la propria esistenza.

20 settembre 1944, altra rappresaglia al Poligono

20 settembre 1944, altra rappresaglia al Poligono
Di lato Piazza della Mercanzia bombardata. Sopra, bombardamento notturno con bengala. Fondo D’Aiutolo-Ist. Parri.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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