L’attentato a Eugenio Facchini

Nella tarda mattinata del 26 gennaio 1944 venne assassinato in via Zamboni, sulle scale della “Casa dello Studente”, Eugenio Facchini, nominato da appena 46 giorni Commissario Federale del Partito Fascista Repubblicano di Bologna.

Le cronache cittadine riferirono che alle 12,40 Facchini stava entrando all’interno della mensa del GUF, dove era solito pranzare, aveva appena salito una decina di gradini, quando fu raggiunto da diversi colpi di rivoltella.

Ferito al ventre e al cuore, Facchini si accasciò al suolo mentre Walter Boninsegni, uno dei suoi vice che lo aveva accompagnato in auto, tentò di inseguire gli attentatori, colpendone alla spalla uno, che però riuscì a sottrarsi alla cattura. Anche un fascista forlivese, Riccardi, che si trovava nei pressi della Casa dello Studente, accorse sul luogo dell’attentato, ma non fece in tempo a intervenire e i partigiani riuscirono a fuggire in sella a due biciclette, dileguandosi.

Pochi minuti dopo la vicenda, sul luogo del delitto giunsero il delegato del partito Fascista Repubblicano, prof. Franz Pagliani, il Comandante della zona della Milizia, il generale Ivan Doro,  il Magnifico Rettore dell’Università, prof. Goffredo Coppola, il vice commissario della Federazione Fascista, Torri, il questore,  oltre ad ufficiali e funzionari fascisti.

L’attentato a Eugenio Facchini
Eugenio Facchini con altri camerati.

 

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