L’ultimo atto.

L’atto finale dell’intera vicenda riguardante i fatti di Medicina, che portarono alla fucilazione di Emiliani e Donatini, avvenne sette mesi dopo circa, la domenica 6 agosto 1944, ed ebbe per teatro ancora l’abitazione del Prof. Aldo Avoni, a Villa Fontana di Medicina.

Intorno al mezzogiorno “un ciclista, rimasto sconosciuto” si introdusse nel giardino di villa Avoni e uccise il commissario prefettizio con alcuni colpi di pistola. Ne dettero notizia, senza aggiungere molto di più, i due quotidiani cittadini. “Il Resto del Carlino” dell’8 agosto 1944, in un articolo dal titolo “Altre vittime dell’odio di parte”, sotto l’occhiello “Crimini dei Senza-patria”, in cui l’omicidio del Prof. Avoni era fatto oggetto di cronaca assieme ad altri due attentati simili, avvenuti uno in città, al Meloncello,  e l’altro in altra località della provincia di Bologna, tra Budrio e Castenaso, ai danni di due militi, rispettivamente Raffaello Rossi e Luciano Veroli. Unica annotazione aggiunta alla cronaca dell’omicidio di Aldo Avoni, fu l’ovvio collegamento ai fatti del 3 novembre 1943: “evidentemente il doloroso episodio è il tardo epilogo di un truce misfatto accaduto nella stessa villa il 3 novembre scorso. Come si ricorderà….”

Vendetta per le due esecuzione capitali o completamento di un’azione che non aveva potuto raggiungere l’obiettivo in prima battuta, il 3 novembre 1943 ?  O altro ancora ? Per farsi un’opinione, occorre ancora ragionare su quanto abbiamo discusso nel §. 1.4. e a questo proposito noi nutriamo la convinzione che i due episodi rappresentano due fatti staccati e indipendenti l’uno dall’altro, per esecutori, modalità e logiche d’azione.

In questo secondo caso, difficilmente si potrà sostenere che la Resistenza del Medicinese fu estranea all’azione.

L’ultimo atto.
L’articolo del Carlino dell’8 agosto 1944, comprendente la notizia della morte di Aldo Avoni.

 

Oggi sappiamo di preciso che questa seconda azione fu inquadrata pienamente all’interno della lotta di Liberazione, che fu condizionata dai metodi e dai mezzi di cui  potè disporre contro due eserciti, quello di occupazione e quello della Repubblica Sociale Italiana oltre che le organizzazioni militari fasciste e questi strumenti obbligatoriamente, considerata la sproporzione di uomini,risorse, armi, furono gli attentati, i sabotaggi, i boicottaggi, ecc., in definitiva la guerriglia.

Nel “Bollettino Militare” che la 7ª Brigata d’Assalto Garibaldi Gap “Gianni” di Bologna inviò al CUMER (il braccio militare del CLN Alta Italia e comando regionale delle formazioni partigiane) come resoconto delle attività svolte dal gruppo tra il 9 luglio 1944 e il 26 agosto dello stesso anno, figura proprio in data 6 agosto la seguente dicitura :”Elementi della 151 squadra Gap giustiziavano il prof. (nome cancellato) ex podestà di Medicina e notissimo fascista repubblicano.

La parte del Bollettino Militare della 7a Gap Gianni Garibaldi di Bologna, con l’indicazione dell’uccisione del Prof. Avoni. Istituto Parri.

 

Anche se nei testi che abbiamo citato al §1.10. si fa il nome  di qualche singolo gappista che avrebbe compiuto l’attentato, nel documento del CUMER si parla dell’azione di una squadra, non di individui, impegnata in una guerra: quella di Liberazione di un popolo.

Il foglio completo del Bollettino inviato al Cumer dalla 7a Gap sulle azioni intraprese tra il 9 luglio ed il 26 agosto 1944. Istituto Parri, Bologna.
Il foglio completo del Bollettino inviato al Cumer dalla 7a Gap sulle azioni intraprese tra il 9 luglio ed il 26 agosto 1944. Istituto Parri, Bologna.

 

< Vai al paragrafo precedente

Leggi il paragrafo successivo >

Chiudi il menu