Il comunicato sui giornali.

Oltre che col manifesto bilingue (in cui Formili era chiamato con il cognome sbagliato Formilli) , fu dato avviso dell’avvenuta fucilazione anche tramite i giornali locali: il “Resto del Carlino”, sotto un titolo in cui i partigiani erano definiti “terroristi”, pubblicò con diversi refusi i nomi dei giustiziati, mentre “L’Avvenire d’Italia”, quotidiano della Curia, si limitò a riportare sulle proprie pagine il comunicato imposto dalla Militarkommandantur che chiariva bene come fosse stato il Tribunale di guerra tedesco in data 31 dicembre 1943 ad aver condannato a morte i tre giovani italiani “per aver preso parte a bande di partigiani e per detenzione abusiva di armi”, informando la popolazione che la sentenza era stata eseguita all’alba di lunedì 3 gennaio 1944.

 

articolo da "Il Resto del Carlino" del 5 gennaio 1944.
L’ articolo da “Il Resto del Carlino” del 5 gennaio 1944.

 

L' articolo da "L'Avvenire" del 5 gennaio 1944.
L’ articolo da “L’Avvenire” del 5 gennaio 1944

 

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